(ANSA) – ROMA, 11 GEN – «Democratici si nasce»: è questo lo slogan con il quale Renato D’Andria intende rilanciare il Psdi nel panorama politico italiano, cancellato nel 1998 dopo lo Tsunami di Mani Pulite che lo ha colpito severamente. Nel futuro del partito del sole nascente non ci sono solo i richiami alle radici storiche più nobili, primo tra tutti Giuseppe Saragat, che al Quirinale è salito con la Resistenza nel cuore, ma anche il desiderio di raccogliere consensi tra gli elettori «dettando ricette alternative a quelle solitamente proposte dai due poli e dai centristi».

Per questa ragione D’Andria ha subito parlato di Quarto Polo, per sottolineare la distanza dagli attuali altri tre: «una scelta di campo nuova nel segno dell’indipendenza e della rottura con quel tipo di politica che nella Seconda Repubblica ha deluso gli italiani allontanandoli dalla partecipazione alla gestione della cosa pubblica». Il nuovo «stile politico» del partito rinnovato è stato oggi confermato, nella conferenza stampa di palazzo Barberini, dalla presenza di Sergio D’Elia, presidente dell’associazione «Nessuno Tocchi Caino» ed ex deputato radicale. Si è trattato quasi di un ospite d’onore che ha condiviso con D’Andria molte iniziative e manifestazioni pubbliche contro la pena di morte, per un sistema giudiziario funzionale e umano e per il rispetto dei diritti civili. «Siamo pronti – ha dichiarato D’Andria ai giornalisti – a correre con le nostre gambe alle prossime elezioni amministrative, ma anche a quelle politiche».

Pur rivendicando una grande indipendenza di idee e di proposte, i socialdemocratici hanno comunque un occhio di riguardo verso il centrodestra. Non a caso ha già un piede nei due rami del Parlamento grazie a due simpatizzanti eletti con il Pdl: il senatore Massimo Baldini e il deputato Giancarlo Lehner. Il Psdi è relativamente forte in Calabria e Sicilia, ma ha militanti anche in Piemonte, Lazio e Toscana. La campagna di tesseramento per l’autofinanziamento del partito è già cominciata e dovrebbe registrare quindicimila adesioni. Il congresso per il rilancio della social-democrazia italiana è già fissato per il 30 e 31 marzo a Roma.  Il ritorno sulla scena politica italiana del «pianetino» socialdemocratico è stato caratterizzato da un buon auspicio, anzi tre: quelli di Giorgio Napolitano, Renato Schifani e Gianfranco Fini. In particolare il capo dello Stato ha ricordato gli «ideali di coesione e giustizia sociale che hanno contrassegnato la tradizione socialdemocratica». (ANSA).