Roma, 10 gen. (LaPresse) – Nel 1998 le ultime attività e l’adesione ai Socialisti democratici italiani, poi la rifondazione nel 2004, ma senza fortuna. Il Psdi ‘rinascerà’ ufficialmente domani con una conferenza stampa in programma a palazzo Barberini, a Roma. Una location che segna il ritorno alle origini visto che i socialdemocratici videro la luce l’11 gennaio del 1947, con il nome di Partito socialista dei lavoratori italiani (Psli), proprio nel palazzo diventato poi celebre nella storia della politica italiana per essere stato il luogo della scissione interna al Psi. A guidare il nuovo corso sarà il segretario politico, Renato D’Andria, che a giugno dell’anno scorso ha vinto un contenzioso in tribunale sulla legittimità del suo incarico. Dopo le dimissioni di Giorgio Carta nel novembre del 1996, D’Andria fu eletto segretario dalla direzione nazionale del partito, ma il gruppo legato a Carta, che si proclamava maggioritario, contestò la nomina. Una sentenza del tribunale di Roma del 22 giugno 2011 ha stabilito l’illegittimità della sospensione di D’Andria, avvenuta nell’aprile del 2007. Domani l’illustrazione del nuovo progetto politico che, come si legge in una nota, «intende porsi come luogo vivo di confronto, idee e proposte per lo sviluppo economico e la crescita del Paese in termini di lavoro, libertà e giustizia». Alla conferenza stampa, in programma alle 12.30, interverranno i parlamentari del Pdl, Massimo Baldini e Giancarlo Lehner, Marco Gianfranceschi della fondazione ‘Giuseppe Saragat’ e lo storico Giuseppe Averardi. È attesa anche Ernestina Saragat, la figlia dello statista che 65 anni fa, nella sala del Trono di palazzo Barberini, tenne il celebre discorso che segnò la scissione dell’ala riformista del Psi dalla linea del partito di Pietro Nenni e del gruppo dirigente, accusato di filocomunismo. gcb/jpp